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Aura e choc. Saggi sulla teoria dei media
1978
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"Aura e choc" raccoglie in un unico volume i principali studi dedicati da Walter Benjamin al complesso ambito della teoria dei media, tra cui il saggio "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", qui presentato nella versione del 1935-36. Chiave di volta di questa teoria, che Benjamin sviluppa dai primi scritti degli anni '10 fino agli ultimi frammenti del libro sui "passages" di Parigi, è l'idea secondo cui va considerato come "medium" tutto ciò che è in grado di ridefinire le coordinate della percezione, dei modi di vedere e di sentire, e più in generale dell'esperienza. Sulla base di tale presupposto Benjamin discute media moderni come la fotografia e il cinema, la radio e il telefono, il libro e il giornale, ma anche le forme espressive della lingua, della linea e del colore, strumenti ottici come la camera obscura e la lanterna magica, i sistemi di illuminazione urbana e l'architettura di vetro, per arrivare infine agli stati di alterazione percettiva indotti dal sogno e dall'hashish. Nel loro insieme, tutti questi media sono per Benjamin capaci di trasformare storicamente l'esperienza sensibile, sottoponendo l'individuo moderno a un autentico "training del sensorio" che gli consente di affrontare il passaggio dalla cultura ottocentesca, permeata dal culto dell'aura, a una modernità che lo espone a continui choc.
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Walter Benjamin
Walter Benjamin
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Walter Bendix Schönflies Benjamin was a German-Jewish Marxist literary critic, essayist, translator, and philosopher. He was at times associated with the Frankfurt School of critical theory and was also greatly inspired by the Marxism of Bertolt Brecht and Jewish mysticism as presented by Gershom Scholem. As a sociological and cultural critic, Benjamin combined ideas drawn from historical materialism, German idealism, and Jewish mysticism in a body of work which was a novel contribution to western philosophy, Marxism, and aesthetic theory. As a literary scholar, he translated the Tableaux Parisiens edition of Baudelaire's Les Fleurs du mal as well as Proust's In Search of Lost Time. His work is widely cited in academic and literary studies, in particular his essays The Task of the Translator and The Work of Art in the Age of Mechanical Reproduction. Influenced by Bachofen, Benjamin gave the name "auratic perception" to the aesthetic faculty through which civilization would recover a lost appreciation of myth.

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