
Nasce in Sicilia, ma questa terra solare imparerà a conoscerla solo da grande, in vacanza, perché quando ha appena tre anni, la sua famiglia si trasferisce a Firenze. Per questo aspira tutte le “c”. Studia, non molto in verità, al Liceo Artistico e poi frequenta la Facoltà di Lettere. Il suo lavoro principale è quello di insegnante alle scuole superiori ma, nel privato, appassionato di pittura, di musica e della parola scritta, si dedica a tutte e tre le possibilità espressive. Ha una bella famiglia con cui condivide stimoli e soddisfazioni. I suoi primi passi nell’editoria lo vedono come autore di libri scolastici, per Mondadori e Tramontana; ma la sua indole è quella di raccontare storie; ha sempre scritto, fin da ragazzo, e arriva alla narrativa con “Tanto Sonno” (una raccolta di 9 racconti), col romanzo “Le strade che non portano”, con “Un’immensa giornata”, che ne è il seguito ideale. Il romanzo “Le cose cose accadono”, delicata e intensa storia, segna l'esordio nel tema M/M. Nello stesso genere seguono “Sapessi, Luca”, "Dimmi chi sei" (la vita di Antonio e Pietro da adolescenti nel 1961 fino ad oggi) e "Stellato il cielo com'è". In questo ultimo libro uno dei personaggi secondari, Martino, ha una personalità così forte che non poteva essere imbrigliata in quel ruolo Così è nato ”È la vita che gioca” in cui è il protagonista assoluto di una storia dolce e comunque intensa per le vicissitudini che lo coinvolgono. Ha poi pubblicato "Mi chiamo Pietro", che non è un sequel né un prequel di "Dimmi chi sei", ma un "inserto": è un racconto in cui Pietro parla da protagonista e racconta ciò che ha provato lui quando ha avvertito i primi sintomi della malattia che gli stava portando via i ricordi. È seguito, in collaborazione con Dawn Blackridge "La musica che fai" e recentemente "Il solo posto al mondo".