
Se la scrittura è viva e le cose che si raccontano interessanti, un romanzo epistolare – così possiamo definire Gli ultimi eretici dell’Impero – suona ancora come un’ottima concertazione per tenerci avvinti a una storia. O a molte storie, come nel caso di questa seconda uscita italiana del quarantenne romeno Vasile Ernu, del quale l’editore Hacca aveva tradotto un paio di anni fa Nato in Urss. Molte storie si scambiano in effetti i due personaggi del libro, A.I., detto “Il Grande Istigatore” e Vasilij Andreevič, vicende del presente e fatti del passato, piccole storie e grandi segnaposti della Storia novecentesca, oscillanti fra il totalitarismo dell’Europa orientale e il disinganno delle democrazie liberali d’Occidente.