Dimenticate le poesie malinconiche, tristi, che implorano mancanza; le poesie di "Hai vent'anni" lasciano un sorriso naturale e sincero a prima lettura e mirano all’essenza degli attimi felici, cercando di ibernarli: come se a un frutto si estraesse e isolasse il suo succo senza pensare alla buccia, al nocciolo. Quel succo è la felicità che è insita in ogni momento d’amore felice. Gli scritti di nuda e profonda giovinezza invece sono dedicati all'anima ventenne che abita ogni tipo di corpo, indipendentemente dall'età. L'ultima sezione è un inno ai paesi, al Meridione, all'Italia (con pagine di diario di quarantena all'interno), al mondo intero: versi che, come fotografie, bloccano per un attimo il mondo e ne esaltano la sua poesia. "A vent’anni la vita è una promessa non mantenuta. A vent’anni il mondo ti appare diverso, più ostile, più cupo, più disonesto.Ma a vent’anni sopravvivi, te ne stai lì, stretto stretto tra le tue braccia, perché hai imparato ad amarti un po’ di più, tra le mura di una nuova casa, che non sentirai mai del tutto tua, e il mondo fuori che fa paura.A vent’anni hai coraggio da vendere, ma si sa che dentro collassi, tra turni, lezioni e la lontananza, di non si sa che cosa ma che tanto ti manca." -> da Battiture, che ha introdotto la raccolta.