Tutto ciò che voleva era lì, tangibile davanti a lui, come il mondo fatato di una pantomima di Natale, ma c'erano spiriti beffardi che montavano di guardia alle porte, e, mentre la pioggia gli soffiava sul viso, Paul si chiedeva se il suo destino non sarebbe per sempre stato quello di rimanersene là fuori a osservare ciò che desiderava tremando nella notte scura. La fuga disperata da New York del giovane Paul e il viaggio di Marshall McKann con Kitty Ayrshire, splendida cantante d'opera: due racconti magistrali e speculari nei quali Willa Cather - come una specie di Balzac al femminile - dipinge una città industriale, grigia e triste a cui fa da contrasto una New York ricca e culturalmente vitale. Se New York rappresenta l'ideale, la Pittsburgh di Willa Cather è la realtà, il sogno infranto, il soffocamento delle diversità. Con una scrittura precisa, netta e al tempo stesso elusiva ed evocativa, Willa Cather ci racconta l'intimità che si confronta con l'acciaio delle fabbriche, la fragilità che combatte con il sogno del successo, il coraggio della solitudine e dell'individualità, il tema della comunione del vivere e della diversità che fiorisce in disparte. Racconti: Paul's case: a study in temperament (1905) A gold slipper (1917)