Nel gennaio 1914 Aldo Palazzeschi lanciò sulle pagine di "Lacerba" un curioso manifesto. La vena ludica e l'invenzione verbale fanno del "Controdolore" una prosa di straordinaria bellezza, presagio criptodadaista della distruzione di ogni serietà.In un mondo che ha perso il gusto dell'ironia Palazzeschi insegna che bisogna ridere di tutto: di sciagure e malattie, di funerali e passioni, di uomini veri e uomini finti. Una cura lenitiva totale, una scintilla taumaturgica nell'immedicabile cipiglio controriformistico dell'Occidente.