L'idea è folgorante: raccontare la storia dell'arte dalla parte delle modelle che hanno ispirato i pittori. Il gioco si ribalta, cambia la prospettiva, al centro dell'attenzione non ci sono più gli artisti e le loro opere, ma le donne che ne sono state le muse. Poteva farlo solo Milo Manara, maestro incantatore, devoto al culto della bellezza, seminatore de malizia attraverso la sua arte, narratore di quello che le modelle non dicono.