Il settimo sogno raccoglie la corrispondenza - che per la maggior parte si pubblica qui per la prima volta nel mondo - fra tre protagonisti della cultura del Novecento: Rainer Maria Rilke, Boris Pasternak e Marina Cvetaeva. È un «triangolo» epistolare i cui vertici uniscono tre luoghi emblematici della condizione del poeta nel nostro tempo: il castello e il sanatorio in cui Rilke si avvia in ostinata solitudine verso la morte, il piccolo e rumoroso appartamento della Mosca postrivoluzionaria in cui Pasternak cerca l'isolamento per chiarire la sua lacerata posizione di fronte alla storia e all'arte, il villaggio di pescatori nel sud della Francia dove Marina Cvetaeva vive quasi come gesto creativo la sua tragica condizione di emigrata ed emarginata. L'intera corrispondenza si annoda vorticosamente e si scioglie con fatale istantaneità in un solo anno: il 1926. Vero e proprio, seppure involontario, romanzo epistolare, questo straordinario documento riflette innanzitutto una vicenda di amori non avverati, di incontri sempre programmati e mai realizzati. È, ancora, un folgorante diario dei tempi della poesia, dove il grande «orfismo» novecentesco vive uno dei suoi culmini e insieme il suo grandioso, torturato declino.