Donna Tate era tornata alla sua fattoria per trovarvi suo padre impiccato a una trave del fienile. Sapeva che Dam Radek ed i suoi figli avevano compiuto questo delitto, ma al processo tutti i giurati erano venduti. C'era un solo mezzo per attuare la sua vendetta: liberare, dal penitenziario di Yuma, Max Barra, assassino di professione, tradito dai Radek e condannato a vent'anni di prigione. Era già assetato di sangue quando lo rinchiusero a Yuma, ma dieci anni di carcere l'avevano trasformato in una belva. Donna fece evadere Barra ma ben presto si accorse che non aveva liberato soltanto l'assassino di Yuma.