
Stefano Benni legge. Umberto Petrin dialoga con lui, infilandosi fra le parole o prendendosi spazi. Né Benni né Petrin giocano a mettere didascalie. Tutti e due ‟sentono” Monk come un fantasma amico da interpretare, reinterpretare, contaminare, lasciar esplodere. Il dvd restituisce intatta la forza dello spettacolo messo in scena in più di venti piazze italiane. ‟Mi chiede se voglio scrivere ancora la mia merda sovversiva, senatore Ebbene sì, credo di avere ancora qualcosa da dire Vorrei dirle che un guerriero pellerossa era cento volte più coraggioso di un pilota di bombardiere Vorrei dirle che le vostre piscine sono nere di petrolio, e si sente la puzza da qui Che ho dei dischi di Woody Guthrie nascosti sotto al materasso. Mi chiede se sono un vero americano senatore Mac Carthy Sì sono un vero americano un vero negro vero irlandese cinese russo ebreo apache Sono tutti quelli che hanno sputato sangue per costruire questo paese Ferrovie e strade e patiboli e prigioni E le vostre armi che crescono ogni giorno, come un folle cartone animato.”