
“È tutto sbagliato. Noi siamo sbagliati. Ma fare un errore non mi è mai sembrato così giusto.” Sono Nash Grey, sono la guardia tiratrice dei Greensboro Grizzly e devo fare solo 3 cose nella mia vita, ma le devo fare da 1. Devo essere un buon tiratore. 2. Devo sapermi smarcare rapidamente. 3. Devo passare e concludere in contropiede. Facile, no? Peccato che da queste uniche 3 cose dipenda tutto il mio ca**o di futuro. E peccato che la goffa e adorabile sorellastra del mio playmaker abbia appena messo piede in città e calamitato completamente la mia attenzione, con quegli assurdi capelli con le punte blu e quell'aria da candido angioletto. Non devo concedermi distrazioni. Non posso. La mia borsa di studio dipende dalla mia effettiva prestazione in campo, perciò farò quello che faccio di ignorerò il resto del mondo, me ne starò in disparte e la smetterò di guardare un certo folletto dai capelli blu. Sono Riley Bloom. Nuovo trasferimento, vecchia storia. L’unico motivo per cui non do di matto? Austin. Lui è il miglior fratellastro che potesse capitarmi. Insieme a mia madre abbiamo concordato che trascorrere qui il mio ultimo anno di liceo e non in giro come un pacco postale, potesse essermi d’aiuto. E sarebbe tutto perfetto se non fosse per la mia innata goffaggine. Ergo, quando inciampo (letteralmente) nella gradinata della palestra di mio fratello per salutarlo, finisco per attirare l’attenzione di tutta la squadra. Mentre provo a non arrossire dalla testa ai piedi, due occhi in particolare, mi passano ai raggi X, facendomi sentire più nuda della lingerie di mia madre e io non voglio. O meglio, non permetterò più che accada. Perciò, farò quello che so fare mi nasconderò dal resto del mondo e fingerò che quegli occhi grigi non mi abbiano già fatto collassare tutti gli organi interni. Arriva in casa Brightlove (PubMe) l’irriverente penna di Martha T. Nieves, pronta a mettere a dura prova i nostri fragili cuoricini con una storia che sa dei peggiori errori possibili, gli stessi che, però, rifaremmo volentieri ancora, ancora e ancora…