Alla base delle Osservazioni di Verri contro la tortura sono i verbali del processo della Colonna infame, che portò alla condanna, dopo il supplizio della tortura, il barbiere Gian Giacomo Mora e l’ufficiale sanitario, Guglielmo Piazza, accusati di aver propagato la peste mediante unzioni venefiche per le strade di Milano. Il saggio venne scritto tra il 1770 e il 1777, ma pubblicato solo nel 1804 - postumo e per volontà del suo autore - per sostenere una battaglia di grande civiltà: l’abolizione della tortura. Il lavoro del Verri ha come tema un episodio di cronaca sul quale si era già soffermato Cesare Beccaria con Dei delitti e delle pene e successivamente - addirittura in due differenti versioni - Alessando Manzoni con la sua famosa Storia della colonna infame.
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