
Sofia ha quattordici anni nel ‘64: l’anno della minigonna, dei collant, delle prime polaroid e dell’apertura del Piper. Le vibrazioni della “Swinging London” stanno arrivando in Italia e Sofia, come tutti i suoi coetanei, vive in trepida attesa di quel mitico concerto che nel ’65 vide la prima e unica esibizione italiana dei Beatles. Nello stesso appartamento in cui abita Sofia, circa quarant’anni dopo, si trasferisce Matteo con la sua famiglia. Matteo ha 15 anni, e l’adolescenza, alle soglie del duemila, è un luogo pericoloso e scomodo dove vivere. Sono gli anni del sesso vissuto con precocità e indifferenza e lui, in piena tempesta ormonale, sta scoprendo in modo goffo e faticoso non solo l’altro sesso, ma anche se stesso. Sofia vive il disagio del suo corpo che inizia a sbocciare. Incapace di gestire i suoi improvvisi desideri per qualcosa che ancora non ha conosciuto, si rifugia in fantasie di bambina che le raccontino una realtà meno paurosa e gelida e parla continuamente con Paul McCartney, perfetto amico immaginario che le è vicino in ogni momento. Le fantasie di Matteo invece sono sempre le stesse: sesso e ribellione. Espressione di un desiderio sempre più insopprimibile di crescere, di diventare grande, di essere libero. Le vite di Sofia e Matteo, apparentemente così distanti e diverse tra loro, sono in realtà legate da un filo rosso che travalica gli anni, le generazioni, le tecnologie e il mondo che cambia. Un filo rosso che intreccia le loro esistenze facendole dialogare come se scorressero in parallelo, attraverso quella difficile età di passaggio fatta di scoperte, di furibonde ribellioni e del timore di diventare adulti troppo in fretta. "L’adolescenza è una rivoluzione che ti scoppia dentro. L’unico modo per sopravvivere è portarla fuori."