
Era incredibilmente bello ed affascinante e quel suo sguardo serio stonava con quello che chiaramente leggevo nei suoi occhi. Ariel gli si avvicinò, si mise alle sue spalle con le braccia conserte e mi guardò accigliata. Cominciai a muovere nervosamente le gambe per l’agitazione, lui lo notò e sorrise. « A quanto pare hai già fatto amicizia con Ariel. So che a volte è un po’ acida ma è un ottimo medico» Un medico. Ariel era un medico. Ora capivo la siringa e tutto il resto. Appena finì la frase riprese a tossire ed io ebbi l’istinto di alzarmi; mi trattenni. « Il mio nome è Daniel e ci tengo subito a precisare che non sono stato io a volerti qui se è quello che volevi chiedermi» Seconda informazione: chiunque mi avesse rapita non era lui. Lo avrei capito anche se non lo avesse detto. Lo sentivo. « Capisco che tutto questo sia strano per te ma tranquilla, non siamo noi i cattivi» « Allora cosa volete da me?» chiesi schiarendomi la gola. « Ad essere sincero, nulla. Come ti ho già detto, se fosse per me non saresti neanche qui. Diciamo piuttosto che sto facendo un favore ad un amico» rispose tossendo nuovamente. « Un amico? E chi è questo amico?» « Non ti preoccupare, lo incontrerai. Ora però ascolta, voglio farti una domanda Sam» Cominciai a respirare a fatica; sembrava che tutti sapessero chi fossi mentre io non sapevo ancora cosa ci facessi li. « Ok» risposi mordendomi un labbro. « Tu credi agli angeli?» chiese accennando un sorriso.