
Nel marzo del 1946, appena undici mesi dopo essere stato liberato dai campi di concentramento nazisti, Viktor E. Frankl tenne una serie di conferenze per l'università popolare di Ottakring, a Vienna. Il testo di quelle lezioni fu pubblicato da un piccolo editore in un volume andato presto esaurito e qui tradotto in italiano per la prima volta. Sopravvissuto all'indicibile orrore dell'Olocausto, che gli aveva portato via i genitori e la moglie incinta, pur nell'estrema sofferenza, Frankl ribadisce in queste pagine la sua convinzione che è sempre possibile "dire sì alla vita". L'importante è darle un con l'azione, con l'amore, con il nostro atteggiamento anche nelle situazioni più dolorose. Perché se non possiamo cambiare il destino, possiamo almeno accettarlo e farne un'occasione di crescita interiore. In un mondo che ha conosciuto la pandemia, l'isolamento sociale, la guerra e una grande incertezza economica, le sue parole sulla resilienza risuonano oggi più attuali che mai.
Author

Viktor Emil Frankl M.D., Ph.D., was an Austrian neurologist and psychiatrist as well as a Holocaust survivor. Frankl was the founder of logotherapy, which is a form of Existential Analysis, the "Third Viennese School" of psychotherapy. His book Man's Search for Meaning (first published under a different title in 1959: From Death-Camp to Existentialism. Originally published in 1946 as Ein Psycholog erlebt das Konzentrationslager) chronicles his experiences as a concentration camp inmate and describes his psychotherapeutic method of finding meaning in all forms of existence, even the most sordid ones, and thus a reason to continue living. He was one of the key figures in existential therapy. Excerpted from Wikipedia.