
Quando David Leavitt debutta con Territory sul New Yorker del 31 maggio 1982 è ancora studente a Yale, ma riesce subito ad attirare interesse e a suscitare scalpore. Si potrebbe pensare che la ragione di tali attenzioni stia nel fatto che questa è una delle prime storie, se non la prima in assoluto, apparse sull’autorevole rivista ad avere come protagonista un gay, il giovane Neil Campbell. Ma se è vero che il racconto è incentrato sul problema del riconoscimento e dell’accettazione della sessualità di Neil da parte della madre, a ben guardare in Territory è determinante l’ambiente: un panorama di quartieri residenziali abitati da famiglie della upper-middle class. L’attenzione di Leavitt è rivolta quindi in buona misura allo sfondo della vicenda più che agli eventi stessi: la novità del racconto sta nella scelta di far agire i personaggi gay non in un “ghetto” stereotipato, ma nella “normalità” di famiglie che mostrano però tutta la loro precarietà e disfunzionalità. Proprio nel “territorio” solo apparentemente favorevole della famiglia, cioè in pratica della madre – figura chiave della narrativa di Leavitt – emerge il tentativo di Neil di riconciliare, in primo luogo dentro di sé, il ragazzo che la madre conosce con l’uomo che ama un altro uomo, e che la madre vuole nei fatti ignorare. Qui come nelle sue altre opere, Leavitt non teme di rappresentare i lati meno piacevoli dei rapporti tra le persone, dalle crude conflittualità alle inevitabili tenerezze.
Author

Leavitt is a graduate of Yale University and a professor at the University of Florida, where he is the co-director of the creative writing program. He is also the editor of Subtropics magazine, The University of Florida's literary review. Leavitt, who is openly gay, has frequently explored gay issues in his work. He divides his time between Florida and Tuscany, Italy.