
L’Autore, attore e spettatore, rievoca in queste pagine il dramma della vita e della morte, disseminate in eguale misura nei lunghi anni della vita in trincea. Questo emozionante diario di un fante che per quindici mesi ininterrotti sopravvisse nelle trincee del Carso fu pubblicato per la prima volta in Italia nel 1924. Erano gli anni del fascismo nascente in cui si imponeva la retorica nazionalista, il mito della vittoria mutilata; la narrazione di Carlo Salsa, pacata, ironica e tragicamente cruda, mal si conciliava con l’enfasi bellica: il libro venne censurato e scomparve dagli scaffali. Nel dopoguerra venne ripubblicato e subito si impose all’attenzione dei lettori e degli storici per le sue qualità letterarie, la forza di testimonianza e l’accorata denuncia dell’orrore della guerra.
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