
Fresche le mie parole ne la sera ti sien come il fruscìo che fan le foglie del gelso ne la man di chi le coglie silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta su l’alta scala che s’annera contro il fusto che s’inargenta con le sue rame spoglie mentre la Luna è prossima a le soglie cerule e par che innanzi a sé distenda un velo ove il nostro sogno si giace e par che la campagna già si senta da lei sommersa nel notturno gelo e da lei beva la sperata pace senza vederla. Laudata sii pel tuo viso di perla, o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace l’acqua del cielo! Ci sono, nell’esistenza di ognuno, stagioni irripetibili che brillano come una supernova, il cui bagliore si irradia per decenni anche dopo la sua fine. Per d’Annunzio il periodo a cavallo tra i due secoli fu il più prolifico di una lunga parabola letteraria. Abbandonata la prosa di novelle e romanzi, nel corso di qualche estate scrisse la bellezza di ventimila versi. Risalgono alla mirabile stagione del 1902 La pioggia nel pineto e altre memorabili poesie – un prodigio dopo l’altro. Sulle spiagge toscane svaniva l’estate e sui taccuini di Gabriele nascevano, giorno dopo giorno, i versi indimenticabili e musicali di un nuovo Pan tornato sulla terra per celebrare il linguaggio nascosto e misterioso delle cose.
Author

Gabriele D'Annunzio, Prince of Montenevoso (12 March 1863 – 1 March 1938), was an Italian poet, playwright, orator, journalist, aristocrat, and army officer during World War I. He occupied a prominent place in Italian literature from 1889 to 1910 and later political life from 1914 to 1924. He was often referred to under the epithets Il Vate ("the Poet") or Il Profeta ("the Prophet"). D'Annunzio combined in his work naturalism, symbolism, and erotic images, becoming the best interpreter of European Decadence in post-Risorgimento Italy. His love affairs, relationship with the world-famous actress Eleanora Duse, heroic adventures during World War I, and his occupation of Fiume in 1919 made him a legend in his own time.