L'attuale visione che l'umanità ha dell'Universo—con oltre 100.000 milioni di galassie, ciascuna costituita da 150.000 milioni di stelle—ha preso forma nel XX secolo, grazie alla combinazione di nuovi metodi di osservazione e delle teorie dell'astrofisica. Ma il percorso è iniziato molto tempo fa: risale alla preistoria, come è testimoniato dai misteriosi complessi megalitici, e visse momenti d'oro nell'antichità: presso i babilonesi maestri nell'aritmetica, nell'Egitto faraonico, nella Grecia classica dominatrice della geometria, tutte conoscenze che ritroviamo concentrate ad Alessandria. L'indifferenza di Roma e del Medioevo cristiano verso l'astronomia fu compensata dalla sapienza islamica, e la decisiva rivoluzione scientifica di Copernico, Keplero, Galileo e Newton, nei secoli XVI-XVII, insegnò all'umanità a guardare il cielo con occhi moderni. Grazie a loro e ad altri giganti dell'astronomia—William e John Herschel, Henrietta Leavitt, Edwin Hubble... — le conoscenze si sono ulteriormente arricchite. Il libro percorre questo appassionante e millenario cammino che spinge la mente umana verso i più remoti confini del Cosmo.