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Il mondo che avrete. Virus, Antropocene, Rivoluzione book cover
Il mondo che avrete. Virus, Antropocene, Rivoluzione
2020
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Il lockdown è stato una forzata, lunga pausa, in cui per legge sono state sospese attività produttive, incontri sociali, manifestazioni culturali. “Sospendere” non è di certo un’idea estranea alle società umane: per esempio, la vediamo teorizzata dagli scettici del mondo antico in contatto con l’India, applicata nella cultura ebraica, praticata dai BaNande del Congo. La differenza è però notevole tra le sospensioni programmate, il cui scopo è di arrestare periodicamente le più importanti attività economiche, obbligando le società a ripartire da zero, e il nostro recente lockdown, un’esperienza straniante e inattesa, del tutto estranea al nostro modo di pensare. Una parentesi che si vorrebbe chiudere definitivamente per riprendere il cammino interrotto, quel “progresso infinito” con cui la civiltà occidentale ha voluto segnare la sua storia e la sua presenza nel mondo. In questa situazione, che cos’ha da offrire il pensiero antropologico? Deve salire sul carro del progresso o, al contrario, lavorare “contro” l’accecamento prodotto da questo mito? L’antropologia si fa portatrice di testimonianze spesso lontane nel tempo e nello spazio, in grado di mettere in luce le “vie di fuga” tracciate da ogni cultura, le sospensioni, anche traumatiche, con cui si pongono domande cruciali sul presente e sul futuro. Non è vero che le società da noi definite “tradizionali” e “premoderne” abbiano lo sguardo rivolto soltanto al passato: al contrario, non è raro trovare al loro interno un confronto esplicito tra generazioni allo scopo di garantire ai giovani un futuro vivibile. Dall’osservazione partecipante del lockdown e dalle riflessioni sulla “cultura dell’Antropocene” in cui siamo invischiati, emerge drammaticamente il “furto di futuro”, l’impressionante debito economico ed ecologico che gettiamo sulle spalle delle nuove generazioni. Come venirne fuori, se non ideando un altro modo di vivere, una rivoluzione che abbia come obiettivo quello di rifondare la convivenza tra noi e gli altri abitanti della Terra, tra noi e la natura?

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Francesco Remotti
Francesco Remotti
Author · 4 books
Francesco Remotti insegna Antropologia culturale all’Università di Torino. Si è occupato delle principali opzioni teoriche in ambito antropologico e ha condotto ricerche sul campo tra i Nande dello Zaire. Tra i suoi scritti: Lévi-Strauss. Struttura e storia (Einaudi, 1971); Antenati e antagonisti. Consensi e dissensi in antropologia culturale (Il Mulino, 1986); Contro l’identità, Prima lezione di antropologia e Contro natura. Una lettera al papa (Laterza, 1996, 2001 e 2008). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato Luoghi e corpi. Antropologia dello spazio, del tempo e del potere. Con Ugo Fabietti ha curato il Dizionario di antropologia. Etnologia, antropologia culturale, antropologia sociale (Zanichelli, 1997).
Marco Aime
Marco Aime
Author · 11 books
Marco Aime è un antropologo e scrittore italiano, docente di antropologia culturale presso l'Università di Genova.
548 Market St PMB 65688, San Francisco California 94104-5401 USA
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