
Ambientato in un’epoca in cui il buddismo è religione di Stato, il motivo dominante del “Libro del Mito” è il conflitto tra l’amore per la vita e la rabbia verso lo spietato potere politico. Pubblicata a cavallo tra il 1969 e il ’70, di quest’opera è stato detto che, per la profondità del pensiero che vi è messo in gioco, rappresenta il più alto livello della tecnica espressiva del fumetto di quegli anni. La storia è ambientata nel 720-752 d.C. (Periodo Nara) durante la costruzione del Daibustu, una statua alta 14 metri, raffigurante il Buddha, collocata all'interno del Tōdai-ji. Il protagonista è Gao, diventato un bandito spietato a causa dell'emarginazione subita per i suoi difetti fisici, non ha un braccio ed è cieco a un occhio. Durante le sue scorribande, Gao incontra Akanemaru, un giovane scultore, e per invidia lo ferisce ad un braccio, rendendogli impossibile continuare a scolpire le sue opere. Akanemaru, perde così di vista il suo sogno, diventare un grande scultore, e si mette sulle tracce della Fenice.