
Racconta di un’avventura che ha come protagonisti un insegnante ed un suo allievo; è ambientato in una scuola-residenza tra le colline del Connetticut. Uno studente di nome robert viene risucchiato da uno strano e antico specchio, di proprietà dell’educatore. Una piccola parte dello specchio aveva delle ondulazioni, dei riflessi, come un turbinio che ricordava una minuscola tromba d’aria, o un mulinello nell’acqua. Ad un certo punto robert scompare, e l’adulto si convince che il suo giovane allievo ed amico, sia stato trasportato in un’ altra dimensione. Attraverso la disciplina mentale, appresa nelle indie occidentali e negli angoli misteriosi del mondo, il bizzarro professore riesce a riportare il ragazzo sulla terra. Questo grazie ai messaggi che Robert gli trasmetteva nel sonno, durante i sogni. Il luogo al di là della specchiera era costituito dalle scene che tale oggetto riflettente aveva “visto”, nel fluire di tutta la sua storia. Si trattava di un attrezzo costruito da un mago del settecento. Dietro, dentro, di esso tutto era al contrario. Le cose grandi erano piccole, quelle piccole grandi. Più ci si avvicinava ad una cosa più si ridimensionava, più ci si allontanava più l’aggeggio diventava grande. Anche i colori erano rovesciati <>. <>. <>. <>. Tutto era intangibile e non c’erano forme di vita animale. Non c’era bisogno né di cibo né di acqua, e le uniche persone anch’esse intoccabili, erano il mago di cui abbiamo accennato ed i suoi adepti. Con queste persone Robert poté fare interessanti conversazioni. Ma la sua paura era quella di non poter riattraversare la soglia.