
Che dono straordinario questo riapparire, a vent’anni dalla prima edizione e con un’introduzione inedita dell’autore, dell’opera prima di Erri De "Non ora, non qui". Vero e proprio libro di culto della narrativa italiana, il romanzo porta già impressi gli inconfondibili segni del talento dell’autore quella scrittura imbevuta di vita e di saggezza, quello sguardo che prima vaga nelle cose e poi discende nelle profondità dell’anima, e lì incatena il lettore. Il romanzo, in forma di lunga lettera alla madre, è un’immersione nel mondo dell’infanzia, con i suoi fantasmi e le sue inquietudini. E sempre l’inquietudine è il sentimento che domina nell’ultimo romanzo, "Il peso della farfalla", che racconta l’imminenza di uno scontro tra un camoscio stanco di vivere e un cacciatore “ladro di vita indomita e sovrana”. Tra i due è un corteggiamento il vecchio camoscio sente la vita volargli via; il cacciatore, da lontano, gli gira intorno. Entrambi, con i sensi affilati dall’esperienza, si cercano a campo aperto. Il camoscio ha ormai raggiunto alle spalle il cacciatore, forse stanno per bruciare in simultanea la loro ultima stagione. Chissà… forse non sarà ora, non qui.