
In Tristano (1903) l'arte e la vita si contrappongono frontalmente, emblematicamente rappresentate da un esteta raffinato e da un grossolano mercante, che si contendono una donna sensibile e fragilissima. La morte a Venezia (1913) è il dramma di un "eroe della debolezza": uno scrittore, Aschenbach, che si sente vecchio e stanco, si aggira solitario e senza scopo per una Venezia sfatta e livida, alla vigilia di una pestilenza, finchè trova una ragione di vita nell'ammirazione, che presto si trasformerà in amore, per un bellissimo adolescente, Tadzio. Protagonista di quel delicato idillio che è Cane e padrone (1920) è un piccolo bastardo, Bauschan, attraverso i cui occhi Mann descrive i rapporti tra l'uomo e l'animale.